Nocturno
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Autore Topic: JOSE’ PANTIERI - Una storia italiana  (Letto 2365 volte)
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A.N.
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« il: Maggio 06, 2011, 10:22:02 am »

Il suo nome forse dice poco o niente ai cinefili di oggi, ma quelli un po’ più in là con gli anni se lo ricordano bene. JOSE’ PANTIERI è stato uno dei primi in Italia - dopo Maria Adriana Prolo ma molto prima di Bernardini, Martinelli e altri – a dedicare passione ed energie allo studio del cinema muto, cercando di salvare dalla distruzione infiniti cimeli, film, manifesti e documenti di ogni genere. Era persino riuscito, facendo praticamente tutto da solo, a fondare un Museo, bello e molto interessante, il MICS, che sorgeva a Roma in zona Portuense. Negli anni 60-70-80 ha scritto e pubblicato numerosi libri, dal precursore “Gli eroi della risata”, dedicato a vari comici del muto, a libri su Stanlio & Ollio e Lyda Borelli, a varie altre pubblicazioni, oggi piuttosto rare. La sua passione era talmente totalizzante da indurlo a chiamare suo figlio "Buster"...

Ma - lo sappiamo bene - in quest’Italia sventurata e alla deriva (e no, il riferimento non è alla situazione politica contingente, ma a uno sfascio molto più profondo e apparentemente irreversibile dell’intero costume sociale) non solo la cultura di nicchia non paga, ma viene addirittura sabotata e cancellata dall’indifferenza e dal disinteresse che caratterizzano le istituzioni e l’intera collettività. La sorte è stata molto cattiva con José Pantieri: malato, dimenticato, in gravissime condizioni d’indigenza, è finito in una casa di cura, paralizzato su una sedia a rotelle, senza che nessuno (tranne qualche singolo meritevole) muovesse un dito per aiutarlo, mentre il Museo che aveva fondato è stato chiuso definitivamente (subito rimpiazzato da un centro commerciale) e i cimeli che aveva raccolto sono stati in parte dispersi e in parte accatastati in polverosi magazzini, a rischio concreto di deterioramento. Così va la vita, e così va il (la storia del) cinema in questo Paese di santi e di manifestanti...

A Riccione, nel 1977, Pantieri aveva organizzato quello che è stato forse uno dei primi festival del cinema muto in Italia. In un vecchio armadio ho ritrovato la locandina sbiadita di quei giorni lontani, e con un po' di nostalgia ho voluto ricordare, a me stesso e ai due o tre volenterosi che hanno letto fin qui, il “sognatore” José Pantieri e la sua folle, sconsiderata passione per il cinema del silenzio...
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alx
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« Risposta #1 il: Maggio 07, 2011, 11:51:51 am »

Non sapevo chi fosse, hai fatto bene a ricordarlo.
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Anthony Logan
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« Risposta #2 il: Maggio 07, 2011, 06:55:39 pm »

Bel post, grazie per le informazioni
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areknames
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« Risposta #3 il: Maggio 08, 2011, 01:50:07 pm »

Emozionante racconto e omaggio.
E' un grande dispiacere non aver potuto visitare il museo.
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'Fare un film è un atto di speranza' - David Cronenberg
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« Risposta #4 il: Maggio 09, 2011, 04:28:41 pm »

Grazie, Andrea.
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"As flores do amor, flores lindas do meu jardim, para vocês..."
alexcereda
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« Risposta #5 il: Febbraio 24, 2012, 10:19:53 am »

Salve,
ho conosciuto Jose Pantieri e ho visitato il suo Meraviglioso Museo del Cinema. SOlo chi lo ha visto dal vivo puo' capire la quantità di materiale straordinario contenuto in quel luogo. Ho visto con i miei occhi stanze piene zeppe di pellicole da restaurare tutte mute di famosi e non famosi registi. Materiale in unica copia che appena si aprivano le scatole di metallo si trovavano briciole di pellicola perchè il tempo aggrediva le composizioni chimiche di cui erano fatte.... Migliaia di foto di scena in originale, una delle bombette di Totò, vecchie macchine da proiezione.... tutto materiale che non si sa dove sia finito perchèp un maledetto sindaco la sera stessa che aveva dato le dimissioni firmo un accordo per far demolire il Museo e costruirgli un accrocchio aberrante di case loculo vendute a prezzi da oreficeria.
Il materiale di Josè Pantieri fu trasferito non si sa dove, alcuni dicono che lo stesso costruttore le avesse prese in deposito, altri dicono che sono custoditi ai beni culturali, ma nesusno lo ha mai visto con i suoi occhi. Anni e anni di lavoro e di ricerca volatilizzati cosi!
Trattenevo le lacrime mentre filmavo e fotografavo la demolizione del Museo, mentre le ruspe non avevano pieta a buttare tra la montagna di cemento tantissimi documenti cartacei e poster che erano rimasti li, forse dimenticati. Nessuno ha mosso un dito, la politica ha sovrastato la cultura con uno schiaffo di cui mai ci dimenticheremo.
Pochi mesi prima della chiusura incontrai Josè che era molto triste e appariva molto depresso mentre ad occhi chiusi intratteneva il pubblico che ne visitava la sua struttura ripetendo le stesse parole, alle stesse domande. Pochi i veri collaboratori, tra essi segnalo la moglie di Carlo Simi, l'ex scenografo di Sergio leone, persona che mi piacerebbe rivedere. Aiutava Pantieri nelle visite descrivendo le meraviglie del Museo che sembrava un Dinosauro dormiente,anche adesso sono commosso all'idea che tutto questo non c'è più. Non mi meraviglierei che un giorno queste pellicole apparissero editate da alcune major (qualche voce già gira...)
L'ultima notizia che ho avuto di Josè Pantieri è che si trova nella Casa di riposo del Divino Amore qui a Roma. Propongo di andarlo a trovare, chi si vuole aggregare? Diamo solidarietà a chi al cinema muto ha dato tanto con la sua ricerca, le sue macchine da presa, i suoi films e libri.

Attendo le vostre mail e speriamo di essere in tanti.

Un saluto a tutti.
Alex



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Al suono analogico ci si abitua in un attimo..al digitale non basta una vita!
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« Risposta #6 il: Febbraio 24, 2012, 01:28:25 pm »

Ho avuto modo di sfogliare alcuni libri da lui scritti (a dire il vero con uno stile al limite dell'ingenuo) o curati, come uno su Monty Banks e non avevo collegato il suo nome a questo topic. Infatti mi chiedevo: ma perché non ho mai sentito parlare del suo museo, che fine ha fatto? Roba da terzo mondo.
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A.N.
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« Risposta #7 il: Giugno 23, 2013, 05:54:41 pm »

Soltanto ora apprendo della morte di José Pantieri, avvenuta una ventina di giorni fa, o poco più, in una clinica di Roma dove era da tempo gravemente malato.
Mi dicono sia morto in completa solitudine, e che la notizia del decesso non sia stata diffusa da alcun organo d'informazione nazionale.

Rinnovo la malinconia e l'affetto che avevo espresso per lui in questo mio thread, e mi fa comunque piacere essere stato uno dei pochissimi ad averlo ricordato in rete negli ultimi anni, quando era già gravemente malato e ormai dimenticato da tutti.

Una sola postilla. Ho riletto in questi giorni i suoi bei libri su Laurel & Hardy e su Monty Banks. Il suo stile, che qualcuno qui ha definito ingenuo, era in realtà una precisa e consapevole scelta di scrittura, perché Pantieri era convinto che l'estrema semplicità dell'espressione fosse lo strumento più idoneo per parlare a tutte le fasce di cinefili, nonché per riuscire ad attingere la profondità dei contenuti che da sempre associava all'opera dei comici del muto.

Addio José, non ti dimenticheremo.
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Charlie Altamont
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...you'll get yours, bitch!!!


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« Risposta #8 il: Giugno 23, 2013, 06:42:02 pm »

Unna triste storia esemplare del cancro interno di questo paese. Mi rammarica di non averlo mai conosciuto e non aver visitato il suo museo. Veramente vergognoso che nessuno si sia preoccupato di parlare di questo uomo e rendere noto il suo lavoro. Uno dovrebbe essere abituato a questi stupri verso la cultura, ma non ci si abitua mai.
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